Domande e risposte sulle RC auto

  • Cosa sono le Assicurazioni Eticamente Orientate?
  • Posso assicurare il mio gatto?
  • Posso stipulare una polizza contro i danni causati dal mio animale domestico?
  • Assicurazione per gli sciatori
  • Posso assicurare il mio telefonino?
  • Le Organizzazioni di Volontariato devono stipulare un’assicurazione?
  • Che cos’è l’INAIL?
  • Cos’è l’Assicurazione contro gli Infortuni Domestici?
  • Assicurazione sul prelievo di contanti
  • Assicurare una carta di credito
  • Assicurazione sul conto corrente
  • Quali sono i costi di una polizza vita?
  • La banca dati sinistri
  • Influenza dei dati oggettivi sul premio dell’Assicurazione
  • Influenza dei dati soggettivi sul premio dell’Assicurazione
  • Cos’è il diritto alla restituzione del premio pagato?
  • Quali sono i costi di una polizza Rc Auto?
  • Come muoversi se la compagnia non risarcisce il danno?
  • Cos’è la procedura di conciliazione?
  • Alcuni esempi di clausole vessatorie di una polizza Rc Auto?
  • Che cos’è il codice delle assicurazioni private?
  • Cos’è il nuovo Cid Lesioni?
  • Riscatto di una polizza vita
  • Quali sono gli obblighi delle compagnie assicurative?
  • Concludere un contratto Rc Auto e pagare il premio assicurativo
  • In cosa consiste il risarcimento del terzo trasportato?
  • In cosa consiste la consulenza delle compagnie assicurative?
  • Detrazione fiscale delle polizze assicurative
  • Deducibilità fiscale delle polizze assicurative
  • Che cos’è il mutuo assicurativo?
  • In cosa consiste la figura del Broker assicurativo?
  • In cosa consiste la figura del consulente assicurativo?
  • In cosa consiste la figura del promotore finanziario?
  • Assicurarsi via Web
  • In cosa consiste una polizza di tutela giudiziaria?
  • Cosa si intende per polizza vita Unit Linked?
  • Come si effettua un reclamo all’assicurazione e all’Isvap?
  • In cosa consiste la diaria?
  • L’assicurazione Index linked
  • La figura del perito assicurativo
  • Cosa si intende per “riduzione” della polizza?
  • Cosa si intende per “premio unico ricorrente” ?
  • Il questionario anamnestico sanitario
  • La rendita vitalizia
  • Cosa si deve fare in caso di incidente?
  • Cosa si intende con il termine Bancassicurazione?
  • Cosa si intende per “rendimento minimo garantito” di una polizza vita?
  • La figura del liquidatore
  • Cosa sono le assicurazioni temporanee?
  • Come si calcola il rimborso in caso di perdita della capacità lavorativa?
  • Cosa si intende per clausole “limitative”?
  • Le assicurazioni per i Musei
  • Le assicurazioni vita “rivalutabili”
  • Le polizze di capitalizzazione
  • Polizze professionali per il medico
  • Polizze professionali per il commercialista, il notaio e l’avvocato
  • Polizze professionali per gli ingegneri, gli architetti e i geometri
  • Polizze assicurative rivolte alle società di revisione
  • Polizze rivolte agli amministratori, sindaci e direttori generali
  • Polizze rivolte agli sportivi
  • Cosa sono le Assicurazioni Eticamente Orientate?

Nella nostra vita quotidiana avere una copertura assicurativa e’ una pratica obbligatoria se ad esempio si vuole acquistare un veicolo.
Le differenze sui costi delle polizze sono spesso legate alle manovre speculative che vengono attuate dalle compagnie, esistono pero’ anche le assicurazioni eticamente orientate che propongono una visione alternativa alle compagnie tradizionali.

Le assicurazioni eticamente orientate rispettano alcuni principi che tipicamente vengono trascurati dalle normali compagnie assicurative in cui si punta prevalentemente al profitto economico.
Cambia il concetto di mutualita’, grazie al quale si intende l’assistenza di chi viene danneggiato e viene meno il lamento di chi versa la quota annua senza aver subito un danno.
In questo contesto viene privilegiato il sentimento di solidarieta’ nei confronti di chi ha subito un sinistro.

Un altro termine fondamentale per le assicurazioni eticamente orientate e’ l’assicurabilita’: con questo concetto si intende che ciascuna persona possa stipulare una polizza indipendentemente dalla convenienza meramente economica per la compagnia.
In questo modo si viene in contro al soggetto debole e non lo si lascia al proprio destino.

Le assicurazioni eticamente orientate propongono inoltre un contratto tra pari, ossia eliminando la disparita’ tra il soggetto assicurato e l’ente assicuratore. Viene ridotta al minimo la burocrazia, privilegiando la trasparenza dei contratti e viene data la possibilita’ a ciascuna persona di controllare le politiche di investimento della compagnia.

Da sottolineare la possibilita’ che l’assicurazione eticamente orientata adotti la forma cooperativa, rendendo ciascun cliente membro attivo della societa’.

Posso assicurare il mio gatto?

Esiste la possibilita’ di stipulare una polizza per i gatti, rispettando alcune clausole comuni alle piu’ importanti compagnie assicurative.
La prima clausola riguarda il pedigree, non e’ infatti generalmente possibile stipulare una polizza ad un felino che ne sia sprovvisto.
La seconda condizione necessaria è che il gatto in questione abbia il tatuaggio identificativo.

Le polizze sui felini, generalmente prevodono la possibilità di assicurare più gatti ottenendo uno sconto, tutelano il contraente dalle spese veterinarie, dalle spese legate alla malattia e a quelle legate alla morte causata da incidente.
Esiste anche la possibilità di stipulare una polizza che preveda un rimborso in caso di smarrimento del felino assicurato.

I costi della polizza dipendono dall’età dell’animale, poiché con l’avanzare degli anni i rischi legati alla salute del gatto aumentano.
Tipicamente la polizza può essere contratta a partire dal 4 mese di vita fino al decimo anno di età.

Posso stipulare una polizza contro i danni causati dal mio animale domestico?

Esiste la possibilità di stipulare una polizza assicurativa contro i danni provocati da un animale domestico.
Le compagnie assicurative elaborano una stima sulla potenziale pericolosità dell’animale in base alla razza, in questo modo calcolano i rischi e conseguentemente il costo della polizza.

Tipicamente esistono delle formule standard che prevedono un tetto di copertura massimo fino ai 2 milioni di euro, con una franchigia intorno ai 50 euro per ciascun rimborso emesso.
Le polizze si occupano generalmente anche di coprire i costi legali per cifre che si aggirano intorno agli 8 mila euro.

Questo tipo di polizze coprono anche per eventuali aggressioni del proprio animale ai danni di altri animali, cose o persone. Inoltre spesso vi è la possibilità di stipulare una polizza che preveda il risarcimento al custode dell’animale in caso di lesioni da cui derivi un’invalidità permanente.

Le polizze di questo tipo prevedono inoltre la possibilità di coprire i propri figli dalle lesioni causate dall’animale di casa.

Infine esiste anche la possibilità di essere “coperti” in caso di danni causati durante la partecipazione a fiere, gare e concorsi di bellezza dedicati agli animali.

Posso assicurare il mio telefonino?

In Italia, uno dei paesi in cima alla classifica per numero di cellulari, è possibile stipulare una polizza che copra il proprio telefonino. Ogni anno nel nostro Paese vengono bloccati 117 mila telefoni rubati.
Nonostante i telefoni portatili siano in numero così alto, finora nel nostro Paese questo tipo di polizza è poco conosciuta e questo mercato assicurativo vale poche decine di milioni di euro.

Attualmente per assicurare un cellulare ci si affida alle polizze offerte dalle grandi catene che si occupano della vendita di materiale informatico e hi-tech.

La compagnia Cpp Italia è la prima che ha introdotto tra le proprie offerte anche la polizza sui telefonini, non limitandosi all’estensione della garanzia, prevedendo una copertura in casi di danneggiamento, furto o perdita dell’oggetto.
Inoltre chi sottoscrive questa polizza può beneficiare di un rimborso per le spese di ritiro del dispositivo e di un rimborso per spese mediche in caso di scippo o aggressione.

Le Organizzazioni di Volontariato devono stipulare un’assicurazione?

La stipula di una polizza assicurativa è una pratica a cui anche le organizzazioni di volontariato non possono sottrarsi, nonostante si tratti di associazioni no-profit.
Le ODV sono obbligate per legge ad assicurare i propri aderenti in caso di infortunio e malattia legate alle svolgimento dell’attività di volontariato e di responsabilità civile verso terzi.
Le assicurazioni possono essere di due tipologie: o in forma collettiva oppure in forma numerica.

Quando una persona entra a far parte di un’organizzazione di volontariato, la copertura assicurativa entra in vigore a partire dalla mezzanotte del giorno in cui è avvenuta la registrazione.
Parallelamente colui che cessa di aderire ad un’organizzazione perde anche le garanzie assicurative a partire dalla mezzanotte del giorno in cui viene cancellato dal registro dell’organizzazione.

Tra gli obblighi di un’organizzazione di volontariato vi è quello di comunicare all’ente assicuratore i nominativi dei soggetti e le variazioni.

Che cos’è l’INAIL?

L’Inail, acronimo di “Istituto Nazionale Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro”, è un ente pubblico che si occupa di assicurare i lavoratori dai rischi legati alle attività lavorative, di diminuire l’incidenza degli infortuni e di reinserire i lavoratori infortunati nel mondo del lavoro.

Uno degli obiettivi principali dell’Inail è quello di contribuire a creare una cultura della sicurezza, grazie a corsi di formazione e alla promozione di iniziative mirate, in modo da ridurre il numero di incidenti e a incentivare la prevenzione.

L’assicurazione per i lavoratori ha una duplice funzione: in primo luogo è tesa a tutelare i lavoratori dipendenti in caso di infortunio o malattia causati dall’attività lavorativa; in secondo luogo tutela il datore di lavoro dalla responsabilità civile degli infortuni o malattie riscontrate dai propri dipendenti.

L’impegno dell’Inail è quello di seguire il lavoratore infortunato durante tutto l’iter della riabilitazione, a partire dalle prestazioni sanitarie e le cure, fino ad arrivare al reinserimento nella vita lavorativa.

Nel caso in cui il datore di lavoro non versa il premio di assicurazione, nonostante l’obbligo per legge, il lavoratore ha ugualmente accesso alla tutela.

Cos’è l’Assicurazione contro gli Infortuni Domestici?

L’assicurazione contro gli infortuni domestici coinvolge le persone comprese tra i 18 e i 65 anni che svolgono in maniera non occasionale e gratuita lavori allo scopo di mantenimento della casa e della famiglia. Questa assicurazione è obbligatoria per tutte le persone che non sono iscritte ad altre forme di previdenza sociale.

La quota annuale è di 12,91 euro e si può pagare tramite bollettino postale, carta di credito, Postepay o il conto Bancoposta.
Il bollettino è reperibile presso gli Uffici Postali, le sedi Inail, le Associazioni di categoria, i patronati oppure si può fare richiesta on-line.
La scadenza per il rinnovo è fissata al 31 gennaio di ogni anno.

Risultano esenti dal pagamento della quota annuale le persone che non superano il reddito di 4.648,11 euro, oppure coloro che appartengono ad un nucleo famigliare che non supera i 9.296,22 euro. Chi non paga l’assicurazione obbligatoria rischia invece una multa di 25,82 euro.

L’assicurazione contro gli infortuni domestici si attiva solo in caso di infortuni gravi che causano un’invalidità superiore al 33 per cento.

Assicurazione sul prelievo di contanti

Alcune banche offrono una copertura assicurativa per i clienti che sono in possesso di un bancomat o di una carta di credito.
Il rimborso scatta tipicamente se l’intestatario della carta viene rapinato, la smarrisce o gli viene rubata. Il rimborso è esteso a tutti i servizi che non richiedono l’utilizzo del PIN fino al momento in cui viene segnalato il blocco alla Società che ha emesso la carta di pagamento.

Questo tipo di assicurazione tipicamente copre anche in caso di scippo e rapina di denaro contante prelevato presso uno sportello. Spesso queste polizze stabiliscono un limite geografico, ad esempio 1 km, superato il quale non si ha più diritto al rimborso.

L’assicurato tipicamente ha l’obbligo di denunciare il fatto entro 24 ore all´Autorità Giudiziaria, sempre entro 24-48 ore ha l’obbligo di segnalare il blocco la carta di pagamento ed entro 5 giorni dalla denuncia ha l’obbligo di consegnare una copia della denuncia alla Banca che ha emesso la carta.

Normalmente questo tipo di copertura non viene applicato nei casi in cui le operazioni fraudolente siano compiute mediante l’uso di copie della carta di pagamento, ovvero in quei casi in cui il titolare non perde il possesso fisico della carta.

Assicurare una carta di credito

Esistono delle coperture assicurative in caso di smarrimento o furto di una carta di pagamento.
Molte polizze prevedono un’assistenza completa 24 ore su 24 e valida sia in Italia che all’estero.
Questo tipo di servizio è mirato a ridurre lo stress in quei casi in cui le carte di pagamento vengono rubate, perse oppure clonate.

I servizi tipicamente prevedono il blocco e la riemissione della carta, la copertura in caso di uso fraudolento nelle 24 ore precedenti al blocco, l’anticipo di contanti per affrontare le spese imminenti. Alcune polizze si occupano anche dell’invio di biglietti aerei e del pagamento dell’hotel.
Inoltre spesso è prevista un’assistenza per spese sanitarie, assistenza legale in caso di clonazione della carta e copertura per infortuni legati allo scippo e alla rapina.

Assicurazione sul conto corrente

In Italia esiste un’assicurazione a favore dei risparmiatori nel caso in cui fallisca la banca presso la quale è stato aperto un conto corrente.
Nel nostro Paese il rimborso non può essere inferiore a 103.291,38 (cioè il corrispettivo di 200 milioni di lire) e non è previsto alcun tipo di franchigia.

Esiste anche una direttiva europea (n.94/19 CE) che prevede il rimborso minimo garantito di 20 mila euro con una franchigia fissata al 10%. In Gran Bretagna la cifra è stata aumenta a un minimo di 35 mila sterline mantenendo però la franchigia.

Tornando al nostro contesto nazionale, il sistema di garanzia italiano prevede, in caso di fallimento di un istituto finanziario, che le altre banche si impegnino a restituire i soldi ai risparmiatori.
Entro i primi 3 mesi vengono restituiti 20 mila euro, mentre per i soldi rimanenti le tempistiche vengono definite dagli organi di governo del Fondo.

Va sottolineato che la garanzia è rivolta al depositante e non al deposito, quindi in caso di un conto corrente intestato a due persone la garanzia raddoppia.
Vengono invece esclusi dal rimborso i titoli depositati, poiché questi vengono restituiti interamente all’investitore.

Quali sono i costi di una polizza vita?

Quando si parla di una polizza vita bisogna inevitabilmente tenere conto di una serie di costi di apertura della pratica e di gestione a cui andiamo in contro.
Se ad esempio versiamo 100 euro in un contratto di assicurazione sulla vita dobbiamo tenere in considerazione che il 2,5% del nostro capitale va in tasse (se il contratto è stato stipulato prima del 2000).
A questo punto bisogna tenere in considerazione i costi accessori, ovvero le spese per la redazione del contratto, che vengono pagati una tantum e si aggirano sui 5-8 euro.
I “caricamenti” riguardano invece i costi commerciali dell’agenzia di assicurazione e ammontano in media al 12%.
Infine bisogna considerare il cosiddetto “premio puro”, ovvero un’ulteriore quota che viene detratta dal totale affinché l’assicurazione si tuteli dall’ipotesi di morte dell’assicurato.

A questo punto l’assicurazione investe l’ottantina di euro rimasti e restituisce un interesse in base al rendimento del fondo assicurativo.

Per avere una misura più chiara dei costi della vostra polizza vita bisogna considerare i seguenti aspetti: poiché il tasso tecnico è normalmente il 2,5% bisogna fare la sommatoria del premio fisso annuale, sommando ogni anno anche gli interessi, per il periodo di sottoscrizione della polizza. A questo punto questa somma va confrontata con il capitale a scadenza assicurato, la differenza tra questi due dati restituisce i costi complessivi dell’assicurazione.

La banca dati sinistri

La banca dati sinistri raccoglie i dati relativi ai sinistri che coinvolgono i veicoli immatricolati in Italia. Il suo scopo fondamentale è quello di prevenire e combattere le frodi nel settore assicurativo.
La consultazione di questa banca dati è riservata agli organi della pubblica amministrazione, agli organi giuridici, alle imprese di assicurazione e alla Consap e all’Uci.

L’Isvap è titolare del trattamento dei dati e ha il compito di vigilare sul corretto funzionamento e sulla comunicazione dei dati stessi.
L’obiettivo è quello di garantire la riservatezza, la sicurezza e l’integrità dei dati presenti negli archivi.

Influenza dei dati oggettivi sul premio dell’Assicurazione

Le Assicurazioni per calcolare i premi delle polizze si basano sui dati statistici relativi agli anni precedenti e sul numero di incidenti avvenuti.
Vengono presi in esame alcuni dati oggetti relativi al veicolo che si vuole assicurare.
Una delle caratteristiche fondamentali è la potenza del mezzo, poiché con l’aumentare della potenza aumenta anche il costo medio di rimborso in caso di incidente, le assicurazioni fanno un distinguo anche su base geografica e i costi cambiano, anche in maniera sensibile, in base alla provincia di immatricolazione.

Il nostro premio subisce delle variazioni in riferimento al tipo di carburante utilizzato dal nostro veicolo: se si tratta di veicoli diesel il prezzo aumenta poiché in media questi veicoli percorrono più chilometri, aumentando il rischio di incidenti.
Anche la sicurezza del nostro veicolo incide sul totale del premio da pagare, se la nostra auto è equipaggiata con air-bag e abs il premio diminuisce poiché in caso di incidente è probabile che i danni alla persona siano inferiori.

Influenza dei dati soggettivi sul premio dell’Assicurazione

Il costo del premio assicurativo è calcolato dalle compagnie tenendo conto anche dei dati soggettivi che riguardano il conducente del veicolo.
A incidere in maniera sensibile vi è in primo luogo l’età, poiché statisticamente i giovani causano più incidenti rispetto ai guidatori con più anni di esperienza.
Anche il sesso è un elemento che incide sul premio assicurativo in quanto le donne in media provocano meno sinistri rispetto ai coetanei maschi.
Per determinare il costo assicurativo viene preso in esame anche la professione dell’assicurato, chi utilizza l’auto per lavoro ha statisticamente più probabilità di essere coinvolto in un incidente.

Nel caso in cui il conducente del veicolo sia sempre la stessa persona si può indicare la limitazione ad un conducente unico in modo da diminuire il premio della polizza. Infine bisogna considerare il bonus/malus, ovvero il punteggio calcolato in base alla condotta di guida del conducente. Chi causa molti incidenti ha un punteggio alto, con un conseguente aumento dei costi di assicurazione.

Cos’è il diritto alla restituzione del premio pagato?

Il diritto alla restituzione del premio pagato scatta nei casi in cui si vende o viene demolito un veicolo e non ne viene acquistato un altro.
La restituzione consiste in un rimborso che viene erogato dalla compagnia assicurativa relativo al periodo pagato ma non goduto a causa della cessazione del bene.

Per ottenere la restituzione bisogna consegnare alla compagnia assicurativa presso la quale si era clienti il certificato e il contrassegno, bisogna tenere conto che al premio sarà scalata l’imposta pagata dalla compagnia e le tasse versate al Servizio Sanitario Nazionale.

Per i contratti a partire dal primo gennaio 2006 è possibile richiedere la restituzione del premio residuo anche in caso di furto del proprio veicolo. In questo caso il rimborso viene calcolato a partire dal giorno dopo che si è effettuata la denuncia. Tuttavia la compagnia non rimborserà i premi relativi alla garanzia facoltativa contro il furto, ma solo la polizza base obbligatoria.

Quali sono i costi di una polizza Rc Auto?

Quando si stipula una polizza auto la compagnia assicurativa presso cui ci rivolgiamo ci parla di un premio annuo da pagare. Il premio consiste nella somma degli oneri fiscali e parafiscali, del premio puro e del caricamento per ottenere le garanzie offerte dal contratto.

Per quanto riguarda gli oneri fiscali e parafiscali bisogna tenere in considerazione il pagamento di un’imposta pari al 12,5%, a cui va aggiunto il pagamento del 10,5% destinato al Servizio Sanitario Nazionale a cui va sommato il 2,5% finalizzato al Fondo di garanzia per le vittime della strada.

Il premio puro consiste in una percentuale che serve all’assicuratore per rimborsare i sinistri, mentre il caricamento è la somma dei costi a carico dell’assicurazione per la gestione contrattuale e dei sinistri. Il premio di tariffa netto è dato dalla somma del premio puro e dei costi di caricamento.

Come muoversi se la compagnia non risarcisce il danno?

Se dopo sessanta giorni dalla richiesta la compagnia non eroga il rimborso, la persona danneggiata può fare causa all’assicurazione e al responsabile del sinistro.
A questo punto il giudice stabilirà nella sentenza, oltre al pagamento ordinario del rimborso, anche gli interessi accumulati a causa del ritardo nell’erogazione.
Da sottolineare che il diritto al risarcimento in caso di sinistro cade in prescrizione dopo due anni dal giorno dell’incidente, mentre se il sinistro è legato ad una garanzia accessoria della polizza la prescrizione avviene dopo un anno.

Alternativa alla causa in tribunale vi è la procedura di conciliazione.
La persona danneggiata può anche avanzare un reclamo all’Isvap che può sanzionare la compagnia assicurativa in questione fino alla revoca stessa della licenza nei casi più gravi.

Cos’è la procedura di conciliazione?

La procedura di conciliazione è una “carta” che l’assicurato può giocare nel caso in cui non riesca a trovare un accordo con la compagnia assicurativa.
Tipicamente queste divergenze riguardano l’attribuzione di responsabilità, il volume del rimborso, i tempi di liquidazione oppure quando non si ha avuto risposta in merito alla richiesta di risarcimento.

La procedura di conciliazione è una pratica che nasce dall’accordo tra Ania e alcune Associazioni di Consumatori ed è valida per i sinistri fino a 15 mila euro.
Dopo trenta giorni dalla richiesta inviata all’assicurazione la persona che ha subito il danno può recarsi ad un’Associazione dei Consumatori che ha aderito all’accordo.
A sua volta l’associazione discute con la compagnia e si trova un accordo, altrimenti viene formalizzata la richiesta di procedura di conciliazione che consiste in una riunione formale nel quale viene prodotto un verbale di accordo.
Questo verbale viene poi presentato all’assicurato che può decidere di accettare o di respingerlo.

Alcuni esempi di clausole vessatorie di una polizza Rc Auto?

Nei contratti di assicurazione a volte si può incorrere in alcune clausole vessatorie che l’assicurato può contestare poiché ledono i suoi diritti.
Per clausole vessatorie si intendono alcuni aspetti di un contratto che determinano uno squilibrio significativo dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto.

Un esempio di clausola vessatoria si ha nel caso in cui si preveda il rinnovo in automatico di un contratto senza aver comunicato all’interessato la variazione delle tariffe o dei termini su cui si basa il contratto. L’assicuratore è inoltre obbligato a giustificare l’eventuale aumento dei prezzi.

Un altro esempio si ha nel caso di contratti pochi chiari, ovvero in quei casi in cui non sono esplicitati i rischi coperti, le classi di merito, le modalità di denuncia dell’incidente e i casi in cui la compagnia può esercitare il diritto di rivalsa.

Un’altra clausola identificata come vessatoria è quella che prevede la possibilità di designare, in caso di controversie legali, un tribunale diverso da quello di residenza del consumatore.

Infine vi è la cosiddetta sostituzione del veicolo assicurato: se il consumatore cambia auto il nuovo contratto deve conservare la stessa classe di merito e applicare le stesse tariffe presenti nel contratto precedente.

Che cos’è il codice delle assicurazioni private?

Il codice delle assicurazioni private consiste in un testo che elenca le regole del settore assicurativo. Nel 2005 è stata approvata una legge che ha cambiato e introdotto nuove regole in materia di polizze assicurative.

I principali cambiamenti riguardano l’indennizzo diretto, il rimborso del premio in caso di furto del veicolo, il fondo di garanzia, il registro elettronico, la trasparenza contrattuale, il risarcimento dal fondo di garanzia per le vittime della strada e le regole sulle classi di merito.

Vediamo alcuni cambiamenti nel dettaglio: l’indennizzo diretto consiste nella possibilità di chiedere il risarcimento alla propria compagnia assicurativa, senza che sia necessariamente erogato dalla compagnia di chi ha causato il sinistro.

Il rimborso del premio in caso di furto consiste invece nella possibilità di ottenere una restituzione di parte del premio assicurativo nei casi in cui si sia vittima di un furto o avvenga un trasferimento di proprietà. Il rimborso viene calcolato sulla differenza tra il periodo pagato e il periodo in cui si è goduto effettivamente della tutela assicurativa.

Un altro aspetto che merita un approfondimento è l’impegno a garantire maggiore trasparenza contrattuale. Le compagnie devono infatti impegnarsi affinché il cliente sia correttamente informato sulle caratteristiche del contratto che si appresta a firmare.

Infine vi è l’obbligo da parte delle società di assicurazione di assegnare la stessa classe di merito ad un cliente che assicura un secondo veicolo.

Cos’è il nuovo Cid Lesioni?

Il Cid Lesioni è il modulo di constatazione amichevole introdotto a partire dal 2004, che ha sostituito la procedura classica datata 1978.

Il nuovo Cid ha introdotto una serie di novità: è ammesso più di un danneggiato, i danni sono stati estesi anche alle persone e non più solo al veicolo, la possibilità di attribuire ad ogni danneggiato più tipi di danno.
Inoltre grazie al nuovo Cid è possibile ottenere un indennizzo illimitato in caso di danni al veicolo.
Il tetto massimo per ogni danneggiato con lesioni raggiunge invece i 15 mila euro, nei quali vengono inclusi anche i danni morali e le spese mediche oltre ai danni di natura biologica e alle cose trasportate.

Un'altra novità presente nel Cid Lesioni è la possibilità di coesistenza, nello stesso sinistro, di danni gestiti dal Cid e di danni gestiti in maniera diversa.

Riscatto di una polizza vita

Il riscatto di una polizza vita consiste nell’interruzione anticipata di un contratto assicurativo da parte del beneficiario.
L’assicurazione è tenuta al pagamento di un capitale secondo quanto indicato nel contratto assicurativo che si va a rescindere.

Per quanto riguarda le polizze a premio annuo, tipicamente si può fare richiesta di riscatto dopo il terzo anno, mentre per le polizze a premio unico il riscatto può essere chiesto dopo un anno dalla decorrenza del contratto. Il riscatto può essere in un’unica soluzione oppure in modalità parziale.

E’ diritto del cliente richiedere alla compagnia assicurativa la quantificazione del valore di riscatto, la compagnia è tenuta a rispondere al beneficiario della polizza entra 10 giorni.

Quali sono gli obblighi delle compagnie assicurative?

Tra gli obblighi delle compagnie assicurative vi è in primo luogo l’obbligo di accettare una richiesta di copertura Rc Auto nel caso in cui non vengano riscontrare irregolarità.
Le eccezioni a questo obbligo sono relative alla presentazione da parte del cliente di documentazione falsa o sofisticata, della quale sarà chiamato a rispondere legalmente.

Le compagnie assicurative sono inoltre obbligate a rispettare il divieto tie-in, ovvero non si può subordinare la polizza auto ad un altro contratto di assicurazione.

Per garantire la trasparenza è stata introdotto l’obbligo di consegnare una nota informativa che espliciti i diritti e i doveri del contraente, prima che questi firmi il contratto.
La compagnia assicurativa è inoltre tenuta a rilasciare il contrassegno e il certificato entro cinque giorni dal pagamento del premio.

A partire dal 2006 le società di assicurazioni devono indicare in modo esplicito oltre al premio della polizza, anche la percentuale dell’intermediario e gli eventuali sconti.

A partire dal primo gennaio 2007 le compagnie sono tenute all’invio al beneficiario della polizza dell’attestato di rischio, almeno un mese prima della scadenza del contratto assicurativo; inoltre vi è l’obbligo di comunicare le tempistiche relative alla scadenza del contratto e le modalità per fare domanda di disdetta.
Infine vi è l’obbligo di informare il cliente in merito al premio di rinnovo.

Concludere un contratto Rc Auto e pagare il premio assicurativo

Per conclusione di un contratto non si intende la sua rescissione, bensì l’esatto opposto, ossia la sottoscrizione di una polizza.
Per concludere un Rc Auto il cliente deve necessariamente rivolgersi ad un intermediario assicurativo, presso una banca, oppure, se la compagnia lo permette, via telefono o Internet.
A questo punto bisogna effettuare il pagamento del premio a cui seguirà il rilascio del contrassegno assicurativo, che deve essere posto sul parabrezza del veicolo, e il certificato assicurativo, che deve essere esibito in risposta alla richiesta di un agente di polizia.

Una volta che il cliente ha letto la nota informativa sulla polizza e ha deciso di sottoscriverla, arriva il momento del pagamento del premio assicurativo, che tipicamente può essere effettuato in tre modi diversi.
Il modo tradizionale, ancora abbastanza praticato in Italia, è il pagamento in contanti, con il conseguente rilascio del certificato e il contrassegno assicurativo.
Il secondo modo consiste nel pagamento tramite bonifico bancario o assegno, questa modalità permette di ottenere una ricevuta di pagamento da esibire in caso di smarrimento del pagamento.
Infine è possibile pagare le spese assicurative anche a rate, tipicamente semestrali o trimestrali, tenendo però in considerazione che quest’ultima opzione prevede nella maggior parte dei casi dei costi aggiuntivi.

In cosa consiste il risarcimento del terzo trasportato?

Quando avviene un sinistro nel quale risultano implicati anche i passeggeri, questi devono richiedere il rimborso alla compagnia assicurativa del veicolo su cui stavano viaggiando.
In questo caso dunque non conta di chi sia la responsabilità dell’incidente.

Il risarcimento avverrà rispettando il massimale indicato nella polizza, il massimale minimo di legge ammonta a 774.685,35 euro, e sarà erogato dalla compagnia assicurativa del veicolo su cui si stava viaggiando. Se il rimborso ammontasse ad una cifra superiore a quella del massimale della polizza, il trasportato dovrà richiedere la differenza alla compagnia assicuratrice del veicolo responsabile.

Per avere maggiori garanzie in caso di sinistro, il cliente può richiedere alla propria compagnia un aumento del massimale, con il conseguente aumento del premio annuale.
Nel caso di polizze accessorie, come la kasko, non è previsto un minimo di legge e il massimale viene concordato con il cliente.

In cosa consiste la consulenza delle compagnie assicurative?

Quando viene stipulata una polizza assicurativa Rc Auto, le compagnie assicurative si impegnano formalmente a garantire assistenza durante le fasi di risarcimento diretto dei danni, questa assistenza è chiamata consulenza.
Quando il cliente paga il premio assicurativo paga un servizio per non essere lasciato a se stesso in caso di sinistro.

La consulenza proposta dalle compagnie ha la funzione di sostituire la classica consulenza legale.
Secondo la legge, quando si applica la procedura di risarcimento diretto (ovvero nei casi in cui non siano coinvolti nel sinistro più di due veicoli, i conducenti siano feriti in modo grave, sia coinvolto un veicolo immatricolato all’estero, oppure quando sia coinvolto nell’incidente un ciclomotore con targa vecchia) non sono risarcibili le spese legali.

Detrazione fiscale delle polizze assicurative

Alcune polizze assicurativa godono della possibilità di detrazione fiscale fino all’importo massimo di 1.291,14 euro all’anno, in tale cifra vengono anche compresi i famigliari a carico.

Per le polizze vita caso morte, vale la detrazione; per le polizze caso vita, miste, rivalutabili, capitalizzazioni, index e unit linked si fa un distinguo se sono state stipulate o rinnovate prima o dopo il 31 dicembre 2000. Prima di questa data sono detraibili se hanno durata inferiore a 5 anni senza la possibilità di ottenere prestiti, dopo questa data sono detraibili solo per la parte di premio relativa alla copertura del rischio morte e invalidità permanente superiore al 5%.

Per le polize infortuni si prende sempre come riferimento il 31 dicembre 2000. Prima di questa data sono detraibili, dopo si può detrarre solo per la parte di premio relativa alla copertura del rischio morte e invalidità permanente qualificata superiore al 5%.

Le polizze malattia stipulate o rinnovate prima del 31 dicembre 2000 non godono di detraibilità, mentre quelle siglate dopo questa data sì, ma solo per la parte di premio relativa alla copertura del rischio morte e invalidità permanente qualificata superiore al 5%.

Infine le polizze che coprono il rischio della non autosufficienza stipulate o rinnovate prima del 31 dicembre 2000 non godono di detraibilità, mentre quelle contratte dopo risultano detraibili solo con garanzia della copertura per l’intera vita dell’assicurato, senza possibilità di recesso da parte della compagnia.

Deducibilità fiscale delle polizze assicurative

Le polizze di assicurazione sulla vita con finalità pensionistiche stipulate o rinnovate fino al 31 dicembre 2000 non possono essere deducibili, mentre per quelle contratte dopo questa data la deducibilità è limitata all’importo di 5.164,57 euro.

Per quanto riguarda invece le polizze Rc Auto è deducibile il versamento al Sistema Nazionale Sanitario (10,5%) .

Che cos’è il mutuo assicurativo?

Per mutuo assicurativo si intendono quei finanziamenti immobiliari che possono essere finanziati parzialmente da un’assicurazione sulla vita.
Per avvalersi di questa offerta tipicamente bisogna stipulare la polizza in concomitanza del contratto di mutuo. La polizza vita non serve solo come garanzia del finanziamento, alla scadenza il mutuo viene estinto con il capitale dell’assicurazione stessa.
I due contratti avranno pertanto la stessa durata e la polizza vita sarà calcolata per andare a coprire una determinata cifra finalizzata all’estinzione del mutuo.

Questo tipo di mutuo ha però delle controindicazioni, il primo aspetto da sottolineare è che in questi casi il contraente deve affrontare spese doppie: sia per l’assicurazione, sia per il normale ammortamento del mutuo.
Il secondo aspetto da evidenziare è il rischio legato al capitale garantito dell’assicurazione che alla scadenza potrebbe essere riconosciuto solo parzialmente creando non pochi problemi al mutuatario.

In cosa consiste la figura del Broker assicurativo?

Il broker assicurativo è una figura che non lavora alle dirette dipendenze di una compagnia assicurativa in particolare. Il suo compito è quello di trovare l’offerta migliore per i suoi clienti, in base alle loro richieste ed esigenze.

Il broker è dunque colui che tutela gli interessi dei propri clienti in casi di sinistro e gestisce i contratti assicurativi. Si deve evidenziare che i broker ricevono delle provvigioni dalle compagnie assicurative in base al tipo di polizza che ha venduto.
Può dunque capitare che i broker cerchino di orientare i propri clienti verso prodotti assicurativi più redditizi anche in termini di provvigioni.

Per diventare un broker assicurativo bisogna essere iscritti all’Albo istituito dall’Isvap.

In cosa consiste la figura del consulente assicurativo?

Il lavoro del consulente assicurativo è molto simile al lavoro di broker, ma si differenzia per un elemento fondamentale: il consulente infatti non può percepire alcun tipo di provvigione dalle assicurazioni.

I suoi compiti consistono nell’offrire una consulenza nei pieni interessi del proprio cliente, eliminando qualunque tipo di conflitto di interesse con le società di assicurazioni.
Il consulente orienta il proprio cliente nella scelta della polizza assicurativa più consona alle sue esigenze e garantisce assistenza in caso di sinistro. Il cliente ripaga i servizi offerti versando un onorario.

In cosa consiste la figura del promotore finanziario?

Il promotore finanziario è una figura che lavora per le società di intermediazione mobiliare e ha il compito di vendere servizi finanziari e assicurativi.
Per legge i promotori finanziari devono essere iscritti all’Albo istituito dalla Consob.

Tipicamente i promotori finanziari si occupano della vendita di polizze del ramo vita.
Il promotore finanziario è obbligato per legge a consegnare tre documenti affinché il contratto abbia validità.
I documenti sono: la delega per l’acquisto e la negoziazione di titoli e prodotti finanziari, includendo anche la loro mediazione; il documento in cui vengono riassunti i rischi legati all’investimento; infine deve consegnare un documento nel quale sia esplicitata la sua situazione finanziaria personale, l’obiettivo dell’investimento e la sua esperienza nel settore della vendita di prodotti finanziari.

Assicurarsi via Web

Con l’avvento delle nuove tecnologie sono nate delle compagnie assicurative che vendono i propri servizi grazie al telefono e a Internet.
Rispetto alle compagnie tradizionali solitamente presentano dei costi più vantaggiosi poiché possono contare su una rete distributiva impostata in modo diverso.
Eliminando il costo degli intermediari e avendo un rapporto diretto con il cliente spesso hanno tariffe più vantaggiose.

Inoltre chi acquista una polizza su Internet tipicamente è orientato ad un prodotto assicurativo specifico e in questo modo è meno soggetto a pressioni da parte del venditore.
L’iter previsto da questo tipo di agenzie assicurative parte da una consulenza telefonica durante la quale l’operatore spiega le caratteristiche principali dell’offerta e prepara un preventivo.
A questo punto spetta al cliente valutare la proposta ed eventualmente accettarla.
Normalmente le assicurazioni on-line prevedono una serie di contratti più standardizzati ed è più difficile che rispondano ad esigenze molto particolareggiate.

In caso di incidente il cliente contatta via telefono la compagnia che si adopererà per illustrare i metodi di risarcimento.

In cosa consiste una polizza di tutela giudiziaria?

La polizza di tutela giudiziaria è una particolare formula che garantisce al contraente una copertura nel caso sia coinvolto in una controversia giudiziale.
La copertura assicurativa si occupa di pagare le spese per l’assistenza legale necessaria alla composizione amichevole o nei casi di coinvolgimento in procedimenti civili, penali e amministrativi.

Il soggetto che sottoscrive questo tipo di polizza è tutelato sia nel caso venga citato in giudizio da terzi, sia nel caso sia lui a citare in giudizio qualcuno.
In Italia questa polizza viene tipicamente abbinata ad altri tipi di polizze, mentre all’estero è più frequentemente considerata un contratto a sé stante.
Nel nostro Paese esistono solo sette compagnie assicuratrici specializzate in questo tipo di polizza, anche se le compagnie autorizzate a erogare questo tipo di servizio superano le 100 unità.

La polizza di tutela giudiziaria copre non solo chi sottoscrive la polizza, ma anche i membri del nucleo familiare.

Cosa si intende per polizza vita Unit Linked?

Le polizze vita unit linked consistono in contratti che prevedono il versamento dei premi che saranno investiti per l’acquisto di fondi comuni d’investimento, tipicamente si tratta di fondi azionari o misti.
Tipicamente si tratta di polizze altamente speculative, in cui il rendimento è calcolato sull’andamento dei fondi su cui si è investito e in cui la quota viene valorizzata ogni settimana.
Queste polizze non presentano garanzie di rendimento minimo e sono da sconsigliare a coloro che non abbiano conoscenze solide in materia di investimenti.

Questi strumenti sono differenti dai fondi di investimento classici in cui il risparmiatore compra delle quote di un fondo senza dover sottoscrivere necessariamente alcun tipo di polizza vita.
Inoltre l’investitore, nel caso dei fondi d’investimento, può decidere quali tipi di fondi acquistare privilegiando, ad esempio, i fondi obbligazionari, tipicamente più sicuri.

Come si effettua un reclamo all’assicurazione e all’Isvap?

A partire dal 31 marzo del 2004 ogni società che eroga servizi assicurativi è obbligata per legge tenere un registro in cui vengono archiviati tutti i reclami dei clienti.
Le compagnie sono tenute a comunicare la lista dei reclami ogni tre mesi all’Isvap.

Tipicamente si procede alla stesura di un reclamo quando si riscontra un comportamento poco soddisfacente da parte della compagnia, dell’intermediario assicurativo oppure quando si valuta che un risarcimento non sia stato equo.
Il reclamo deve essere compilato indicando i dati anagrafici, il numero di telefono, la compagnia oggetto del reclamo e la descrizione del fatto.
Se il consumatore, attesi 45 giorni, non avesse ricevuto risposta o non fosse soddisfatto delle spiegazioni offerte può direttamente scrivere all’Isvap. Scrivendo all’Isvap oltre che alle motivazioni del suo reclamo dovrà allegare la prima lettera di reclamo e l’eventuale risposta della compagnia.

In cosa consiste la diaria?

Tipicamente la diaria fa parte delle garanzie accessorie associate alle polizze assicurative e consiste in una somma di denaro percepita quotidianamente dal contraente in caso di infortunio o malattia.

Questa formula serve a garantire al cliente, nel caso sia impossibilitato a svolgere normalmente il proprio lavoro, un rimborso giornaliero dovuto ad una inabilità temporanea.
La copertura diaria è particolarmente utile se il contraente è privo di altre forme previdenziali .
La diaria può anche essere inclusa nei contratti base assicurativi , altrimenti comporta un aumento del premio assicurativo.

L’assicurazione Index linked

L’assicurazione index linked è un investimento associato ad una polizza di assicurazione vita. Tipicamente si tratta di un investimento del premio assicurativo in strumenti azionari; in base all’andamento degli indici a cui è riferita la polizza si ha il rendimento dell’investimento.

Questo tipo di formula è consigliabile per chi ha dimestichezza con il mercato degli investimenti, tuttavia spesso l’investimento viene affiancato da una garanzia sul capitale di partenza.
In questi casi si tratta di un investimento da un lato sul fronte obbligazionario, per garantire il capitale investito, e dall’altro lato su prodotti strutturati legati agli andamenti degli indici.

Questi contratti vengono emessi da banche, assicurazione e dalle società intermerdiarie mobiliari.

I costi di questa polizza sono espliciti, elencati nel prospetto di investimento (sono i costi della polizza assicurativa), e impliciti, ovvero legati agli strumenti su cui la polizza investe.

La figura del perito assicurativo

Il perito assicurativo è colui che si occupa dell’accertamento e della stima dei danni causati da sinistri derivanti dalla circolazione, dal furto o dall’incendio dei veicoli a motori.
Per diventare periti assicurativi vi è l’obbligo per legge di essere iscritti al “ruolo” e di essere titolari di un diploma di scuola media secondaria superiore.

Il perito assicurativo non può essere un lavoratore dipendente, né lavorare per una società di riparazione di veicoli, inoltre non può essere contemporaneamente né un agente assicurativo né un mediatore.
Il ruolo del perito implica pertanto la sua totale indipendenza per non creare conflitti di interessi.
Il suo lavoro consiste nell’effettuare ispezioni, verifiche e valutazioni per stabilire i costi di riparazione dei danni causati durante il sinistro.
Compito del perito assicurativo è anche quello di valutare i costi sociali e personali calcolando un equo compenso per i costi di riparazione dei veicoli, per le strutture coinvolte nel sinistro e per le lesioni dei trasportati

Cosa si intende per “riduzione” della polizza?

La riduzione della polizza è una pratica che consiste nell’interruzione di pagamento del premio assicurativo.
Tipicamente la riduzione può essere effettuata dopo 3 anni per le polizze che hanno una durata pari o superiore ai 5 anni, mentre per le polizze di durata inferiore al lustro il termine minimo è di 2 anni.

Con la riduzione avviene un cambiamento delle prestazioni fornite dalla compagnia assicurativa valutate sul volume dei premi versati dal contraente. E’ importante sottolineare che il contratto non cessa di esistere, ma si ha una riduzione delle prestazioni della polizza.
La riduzione può essere applicata ad alcune polizze vita caso morte a vita intera, polizza caso vita con controassicurazione oppure polizza mista.

Cosa si intende per “premio unico ricorrente” ?

Un contratto di assicurazione a premi unici ricorrenti consente un versamento periodico di premi assicurativi di importo differente. Pertanto non si segue il modello di un versamento costante sia nel tempo sia nel volume di denaro versato dal cliente, ma si rispetta solo la condizione temporale.

Ogni versamento, anche se di importi non uguali, contribuisce a raggiungere la quota della prestazione finale.
Non è raro trovarsi di fronte a questa soluzione e tipicamente presenta dei costi minori rispetto al premio annuo classico, pur dando generalmente buone garanzie.

Il questionario anamnestico sanitario

Il questionario anamnestico sanitario è un documento che il cliente che si appresta a contrarre una polizza contro i danni alla persona, per malattia, polizza vita caso morte o mista è tenuto a compilare.
Il questionario contiene domande sulla storia sanitaria del cliente compreso le malattie contratte durante la vita e gli eventuali infortuni.

Il cliente è tenuto a rispondere in modo chiaro, esauriente e veritiero, pena l’annullabilità del contratto.
Grazie al questionario anamnestico sanitario le compagnie assicurative possono stabilire il livello di rischio legato al futuro cliente e calcolare a quanto ammonterà il premio da pagare. In alcuni casi le compagnie assicurative possono anche negare la polizza.

La rendita vitalizia

La rendita vitalizia consiste in una polizza assicurativa sulla vita che permette al contraente di ottenere una rendita mensile vita natural durante.

Per ottenere una rendita vitalizia bisogna generalmente versare per molti anni i premi assicurativi, esiste anche la possibilità di versare con la modalità del premio unico ricorrenti.
Esistono alcune variabili che incidono in maniera decisiva sulla resa della polizza: l’importo dei premi versati e la durata dei versamenti, anche l’età del contraente è un elemento fondamentale.

Tipicamente questo tipo di polizze vengono acquistate da coloro che desiderano avere durante la vecchiaia una cifra mensile che vada ad integrare la pensione, per avere maggiore tranquillità.

Cosa si deve fare in caso di incidente?

In Italia ogni anno si registrano circa 4 milioni di incidenti a causa dei quali si contano oltre 900 mila feriti e 8 mila morti.
Le principali cause dei sinistri sono da ricercare statisticamente nell’eccessiva velocità e sul mancato rispetto della distanza di sicurezza.

Nel momento in cui si è coinvolti in un incidente la prima regola da seguire è la calma. Specialmente se l’incidente non è grave mantenere un livello civile di conversazione è fondamentale per risolvere la questione nel minor tempo possibile e cercando collaborazione al posto del conflitto: chi urla di più non ha necessariamente più ragione.
Bisogna ricordarsi di compilare la constatazione amichevole in tutte le sue parti e di farla firmare anche all’altro automobilista coinvolto.

La compilazione corretta del Cid vi garantirà la possibilità di essere risarcita dalla vostra assicurazione, salvo il caso in cui vengano superati i 15 mila uro di risarcimento per soggetto coinvolto.

Cosa si intende con il termine Bancassicurazione?

In Italia negli ultimi anni si sta notando un aumento delle unioni commerciali tra istituti bancari e società assicurative. Dalla nascita di queste partership deriva un’offerta di prodotti bancari e assicurativi più particolareggiata in base alle esigenze della clientela.

La Bancassicurazione è spesso in grado proporre una rete distributiva più efficiente, aumentando la concorrenzialità dei propri prodotti e servizi. In questo modo gli sportelli di una banca sono abilitati alla vendita di polizze assicurative. Tipicamente le banche assicurazioni nascono dalla sinergia di grandi società di livello internazionale.

Cosa si intende per “rendimento minimo garantito” di una polizza vita?

Il rendimento minimo garantito di una polizza vita consiste nella garanzia offerta dalla compagnia assicurativa per quanto riguarda la resa annuale della polizza stessa.

Il tasso minimo garantito è l’indice sotto il quale non può scendere la rivalutazione della prestazione della polizza. Questo tipo di garanzia solitamente viene associato alle assicurazioni con premi unici, quelle con premi ricorrenti e quelle con premi successivi.

Il rendimento minimo garantito permette al contraente della polizza di sapere in anticipo che il ritorno del suo investimento non sarà inferiore ad una certa soglia, conferendo pertanto un’importante garanzia.

La figura del liquidatore

Il liquidatore è un professionista che lavora per un’agenzia assicurativa o un lavoratore autonomo che ha il compito di stimare i danni derivati da un incidente. Successivamente il liquidatore avanza una proposta di liquidazione a rimborso dei danni sia materiali che personali.

Il liquidatore è il tramite diretto tra la compagnia assicurativa e il cliente e il suo compito è quello di trovare la migliore soluzione in base alla polizza sottoscritta.

Le assicurazioni temporanee sono polizze vita caso morte che prevedono una rendita ai soggetti beneficiari in caso di decesso del soggetto in causa.

Le assicurazioni temporanee caso morte di suddividono in quattro principali categorie, in base alle prestazioni che offrono.
Il primo tipo è costituito dalle polizze temporanee caso morte a capitale costante, ovvero polizze in cui il valore nominale del rimborso non cambia nel corso della vita della polizza.
Il secondo tipo è costituito dalle assicurazioni temporanee caso morte a capitale decrescente, polizze in cui il valore del rimborso diminuisce con l’avvicinarsi alla scadenza del contratto, tipicamente vengono utilizzate a garanzia dei mutui immobiliari.
La terza tipologia riguarda le assicurazioni temporanee caso morte a capitale crescente, in cui vi è una progressiva crescita del capitale, ad esempio per combattere l’inflazione.
Infine il quarto tipo è rappresentato dalle assicurazioni temporanee caso morte rivalutabili, polizze che consentono la rivalutazione dei premi e delle prestazioni prima della scadenza del contratto.

Come si calcola il rimborso in caso di perdita della capacità lavorativa?

Le compagnie assicurative nel calcolare il rimborso in caso di lesioni gravi e permanenti considerano numerosi fattori come l’età, la professione, il reddito e la percentuale di invalidità.
Tipicamente le lesioni che causano un’invalidità superiore al 10% vengono considerate limitanti nella capacità lavorativa del soggetto in questione.

Le assicurazioni eseguono un’operazione per definire l’ammontare del risarcimento:
reddito della persona moltiplicato per l’invalidità causata dall’incidente, moltiplicato per il coefficiente di anzianità, al totale va sottratto il 20%.

Nel caso l’incidente coinvolga uno studente, ad esempio frequentante la facoltà di ingegneria, che non ha ancora un reddito proprio. il calcolo viene effettuato prendendo come riferimento il reddito medio di un ingegnere.

Cosa si intende per clausole “limitative”?

Quando ci apprestiamo a siglare una polizza assicurativa Rc Auto, è doveroso verificare il contenuto del documento per evitare di avere “brutte sorprese” magari proprio nel momento in cui si viene coinvolti in un sinistro.

Per clausole limitative si intendono alcune parti contrattuali che limitano le responsabilità della compagnia assicurativa nel caso non vengano osservate alcune condizioni da parte dell’assicurato.
Queste clausole limitative possono consentire alle compagnie di manlevarsi parzialmente o totalmente dalla responsabilità di risarcimento dei danni in caso di incidente, per questo motivo è meglio conoscerle nel dettaglio.
E’ buona norma dunque leggere nel dettaglio la nota informativa precontrattuale e richiedere alla compagnia spiegazioni in merito a dettagli poco chiari.
Il consumatore non deve mai dimenticare che il “domandare” è nel suo pieno diritto e che nel momento della sottoscrizione di una polizza normalmente si è più ascoltati, poiché la compagnia ha tutto l’interesse a vendere il prodotto assicurativo.

Le assicurazioni per i Musei

Questo tipo di servizi assicurativi sono orientati ai musei, alle fondazioni e alle collezioni e garantiscono tipicamente una copertura dei beni artistici esposti o conservati.
Queste polizze tutelano la struttura museale dagli eventuali danni alle opere artistiche prese in prestito da altre organizzazioni e garantiscono una tutela anche per le opere date in prestito a terzi.

Generalmente queste polizze prevedono una copertura su “tutti i rischi”, con questa formula si intende una serie di garanzie molto ampie, ad eccezione dei casi espressi esplicitamente dal contratto.

Un altro tema fondamentale è la procedura attraverso la quale viene stimato il valore delle opere:
ci si rifà al concetto di “stima accettata”, cioè l’accordo tra assicuratore e assicurato sul valore di un bene artistico, o di “valore dichiarato”, che consiste nella dichiarazione unilaterale da parte del cliente.
Per stabilire il valore delle opere vengono richieste consulenze a esperti storici dell’arte; una volta accordato il valore dell’opera tramite la stima accettata non ci saranno discussioni al momento dell’eventuale rimborso del sinistro.

Le assicurazioni vita “rivalutabili”

Le polizze vita rivalutabili prevedono una rivalutazione su base annua delle prestazione e talvolta anche dei premi.
Tipicamente si tratta di una rivalutazione calcolata sul rendimento di un fondo separatamente dalle altre attività dell’assicurazione.

Le polizze vita rivalutabili prevedono che il rischio dell’investimento sia attribuito all’impresa, con la garanzia al cliente di un capitale minimo.
Questo tipo di polizze introducono il concetto di aliquota di retrocessione, che corrisponde alla percentuale, tipicamente l’80%, di rendimento del fondo che viene riconosciuta all’assicurato.
La parte restante, che si attesta normalmente al 20%, rappresenta il profitto che l’assicurazione trae dalla gestione separata.

Le polizze vita rivalutabili sono dunque contratti assicurative che prevedono un aumento progressivo delle prestazioni assicurative, tipicamente con l’obiettivo di creare una rendita o un capitale.

Le polizze di capitalizzazione

Le polizze di capitalizzazione fanno parte delle assicurazioni rivalutabili e prevedono una rivalutazione del capitale in base all’andamento del fondo a gestione separata collegato.
Questi prodotti assicurativi tipicamente garantiscono una percentuale di rivalutazione minima e il consolidamento su base annua delle prestazioni ottenute.

Queste polizze non coprono il contraente dal rischio di morte e sono particolarmente indicate per chi vuole costituire una rendita integrativa alla pensione.

Polizze professionali per il medico

La professione di medico è esposta a molti rischi e per questo i dottori sottoscrivono polizze assicurative che li tutelino in caso di errori nella cura dei pazienti.
I casi di “malpractice” vengono tutelati dalla polizza, garantendo il rimborso della parte lesa. Gli errori più tipici vengono commessi durante gli interventi chirurgici oppure nel caso di una diagnosi sbagliata.

Bisogna prestare attenzione al periodo di validità delle polizze, poiché può accadere che il paziente intenti causa dopo molto tempo dall’intervento e che il processo si protragga per molti anni, nel momento della sentenza la polizza potrebbe già essere scaduta.
Queste polizze contemplano tipicamente la clausola “claims made” che copre tutti i sinistri che emergono quando il contratto è in validità, quindi si è coperti anche da sinistri causati precedentemente alla sottoscrizione della polizza. Tuttavia si è scoperti nel caso in cui i sinistri si manifestino a polizza scaduta.

In Italia, come già avviene negli Stati Uniti, accade sempre più spesso che i pazienti facciano causa ai medici, questo ha comportato negli ultimi anni ad un aumento medio delle polizze e al tentativo di instaurare polizze obbligatorie per le strutture sanitarie.

Polizze professionali per il commercialista, il notaio e l’avvocato

Questo tipo di polizze servono a tutelare i professionisti nel caso alcuni errori commessi, anche dai propri collaboratori, possano danneggiare il cliente.

Le polizze a tutela dei commercialisti servono a rimborsare gli eventuali danni al patrimonio che possono essere causati da errori, perdita di documentazioni, o incapacità del professionista o dei suoi collaboratori dipendenti.

Le polizze a tutela dei notai hanno le stesse caratteristiche di quelle rivolte ai commercialisti, poiché anche in questi casi si tratta generalmente di danni di tipo patrimoniale puro.

Anche le polizze rivolte agli avvocati hanno le medesime caratteristiche, a cambiare però è il concetto di responsabilità civile attribuibile al legale, poiché ha maggior peso la discrezionalità del cliente nel giudicare l’operato del professionista.

Polizze professionali per gli ingegneri, gli architetti e i geometri

Le polizze professionali rivolte a ingegneri, architetti e geometri mirano a tutelare gli eventuali danni che si possono causare al cliente.
Anche quando si partecipa ad appalti pubblici la legge italiana l’obbligo di stipula di una polizza sulla responsabilità civile.

Le più comuni polizze professionali coprono i rischi legati alla conduzione dello studio o dell’ufficio dove si lavora, i danni causati da sbagli progettuali, multe amministrative e fiscali e perdite patrimoniali dei clienti.

Polizze assicurative rivolte alle società di revisione

Le società di revisione, che si occupano di controllare la contabilità delle società clienti e spesso di effettuare anche attività di consulenza, per tutelarsi da eventuali richieste di rimborso avanzate, ricorrono alla stipula di polizze assicurative di responsabilità civile.

I danni che una società di revisione può causare ad un cliente sono principalmente di due tipi:
la prima tipologia comprende le sanzioni amministrative imposte dallo Stato in seguito ad una certificazione fuori dalle regole;
la seconda tipologia riguarda invece gli eventuali danni all’immagine del clienti dovuti agli errori contabili.

Polizze rivolte agli amministratori, sindaci e direttori generali

Gli amministratori, i sindaci e i direttori generali di azienda a causa delle grandi responsabilità civili che si trovano quotidianamente ad affrontare hanno la necessità di stipulare una polizza che li tuteli.
In Italia dal decennio scorso sono state introdotte delle polizze mirate a queste figure professionali che hanno il compito di garantire gli eventuali danni patrimoniali arrecati.

I soggetti che tipicamente possono chiedere il risarcimento sono: gli azionisti della società, la società stessa, il curatore fallimentare, i creditori sociali, chi ha rapporti commerciali con la società e i dipendenti della società.

Polizze rivolte agli sportivi

Quando si pratica uno sport si corre il rischio di farsi male o di causare danni agli altri, per tutelarsi da questi rischi sono nate le polizze sportive.

Questo tipo di polizze possono essere rivolte agli sportivi dilettanti oppure ai professionisti:
gli sportivi dilettanti sono coloro che sono iscritti a federazioni non riconosciute dal Coni come professionistiche, dal 2003 per legge vi è l’obbligo per gli sportivi dilettanti di stipulare una polizza che comprenda anche la copertura di invalidità permanente e di morte.
Per i professionisti bisogna tenere conto in primo luogo che le carriere sportive sono di breve durata, e che la tutela deve comprendere anche l’associazione sportiva di appartenenza.
La copertura in questi casi è in caso di morte o di perdita della capacità di svolgere l’attività fisica a livelli professionali o anche copertura in caso di perdita solo temporanea di tale capacità.

 

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