Contratto Rcauto

Il codice civile e la legge fissano regole generali valide per tutti i contratti di assicurazione, ma e' bene sapere che per tutto ciò dove la legge non si esprime le compagnie godono di una certa libertà decisionale. Ne deriva che il contratto e' il documento che sancisce moltissimi "diritti" dell'assicurato, e che le sue clausole dovrebbero essere oggetto di attenta scelta prima di firmare.


E' bene distinguere quali diritti derivano da precise disposizioni di legge o dell'ISVAP e quali, invece, devono essere esplicitamente previsti dai contratti. La durata del contratto di un assicurazione RCAuto è di 1 anno ed è attivo dalle ore 24.00 del giorno in cui si è pagato il premio, essi possono essere riconfermati con o senza tacito rinnovo.

Obbligo a contrarre


Le imprese di assicurazione devono accettare le richieste di copertura assicurativa obbligatoria, fatte ovviamente nel rispetto delle condizioni di polizza e di tariffa fissate col preventivo. Vi e' in pratica un loro obbligo a contrarre, che e' comunque condizionato alla verifica della correttezza dei dati risultanti dall'attestato di rischio nonché dell'identità del contraente e dell'intestatario del veicolo.


Rilascio del certificato di assicurazione
Al momento della firma deve essere rilasciato un certificato di assicurazione e un contrassegno, contenente la targa del veicolo e la scadenza del periodo di validità del contratto. Il contrassegno originale deve essere esposto sull'auto entro cinque giorni dal pagamento del premio (nel frattempo e' sufficiente esporre la ricevuta), quindi è possibile pretendere che la compagnia lo consegni entro lo stesso termine. Per i contratti conclusi a distanza viene solitamente emesso -e spedito via fax- un documento provvisorio valido cinque giorni.

Massimali minimi


I massimali previsti per la responsabilità civile, ovvero gli importi massimi risarcibili per ogni danno (indipendentemente dalla sua natura e dal numero delle vittime), devono rispettare i minimi fissati dal ministero delle Attività Produttive. Ad oggi ciascun massimale non può essere inferiore a 774.685,35 euro, con la possibilità di ottenere una copertura maggiore versando una piccola differenza sul premio annuale. A tal proposito il d.lgs.198/07 che ha recepito la direttiva 2005/14/CE ha previsto l'innalzamento dei massimali minimi a 5 milioni di euro per sinistro per i danni alla persona (indipendentemente dal numero delle vittime) ed a 1 milione di euro per sinistro per i danni alle cose. Il decreto prevede che i contratti r.c.auto vengano adeguati in tal senso entro l'11/6/2012, seguendo criteri che dovranno essere stabiliti dal Ministero dello sviluppo economico. In ogni caso, alla data dell'11/12/09 i contratti dovranno prevedere massimali pari almeno alla meta' di quelli nuovi.

Soggetti esclusi dalla copertura assicurativa


Sono esclusi dalle coperture, a meno che il contratto non specifichi qualcosa di diverso, sia il conducente del veicolo responsabile del sinistro che, in quanto obbligati in solido, il proprietario, l'usufruttuario, l'acquirente con patto di riservato dominio. Sono ugualmente esclusi i loro coniugi non legalmente separati, i conviventi more-uxorio (componenti di famiglie di fatto), i parenti ascendenti e discendenti (legittimi, naturali o adottivi) nonche' gli affiliati e gli altri parenti e affini fino al terzo grado, quando convivano con essi o siano a loro carico per quanto riguarda il mantenimento.

Clausole obbligatorie

Devono essere previste, ad ogni scadenza annuale, le variazioni del premio in aumento o in diminuzione legate al verificarsi di sinistri nel corso di un determinato periodo (bonus/malus), clausole di franchigia che prevedano un contributo dell'assicurato al risarcimento del danno, oppure eventuali formule "miste" tra i due criteri.
Nullità dei contratti
La legge stabilisce che sono nulli tutti i contratti stipulati con compagnie non autorizzate dall'ISVAP e che le stesse non possono subordinare la conclusione di un contratto per l'assicurazione obbligatoria alla conclusione di ulteriori contratti assicurativi, bancari o finanziari (che possono comunque essere proposti con una sottoscrizione in abbinamento che non costituisca l'unica offerta possibile). La nullità comporta, una volta riconosciuta, il rimborso dei premi pagati. Fanno eccezione le polizze con clausola di franchigia a recupero garantito. Per ogni informazione e segnalazione, e' bene contattare direttamente l'ISVAP.


Rimborso del premio residuo in caso di furto

All'assicurato deve essere rimborsato il premio residuo in caso di furto del mezzo. Questa disposizione, introdotta dal nuovo codice e quindi valida per tutti i contratti conclusi a partire dal 1/1/2006, prevede che in caso di furto, il contratto cessi di avere effetto a partire dal giorno successivo alla denuncia. In pratica da quel giorno il veicolo non e' più assicurato, e pertanto il contraente ha diritto al rimborso del premio residuo (calcolato dal giorno successivo alla denuncia fino alla scadenza dell'annualità pagata). E' bene sapere che il rimborso non puo' riguardare gli eventuali premi relativi alla garanzia volontaria contro il furto (aggiuntiva rispetto a quella obbligatoria), che anzi devono essere pagati fino alla scadenza annuale.

Periodo di tolleranza successivo alla scadenza

Previsto dal codice civile all'art.1901, e' quel periodo, di 15gg., successivo alla scadenza durante il quale gli effetti del contratto si prolungano pur se non e' stata ancora pagata la nuova annualita'. Si applica sempre per tutti i contratti a tacito rinnovo, escluso il caso in cui sia stata data disdetta da parte dell'assicurato. Per i contratti a scadenza secca, invece, la tolleranza e' usufruibile solo se esplicitamente prevista dal contratto.
Passaggio di proprietà del mezzo assicurato, scenari possibili:
In caso di vendita del mezzo assicurato, il contratto puo', a scelta del contraente:
- risolversi, alla data di perfezionamento della vendita, col rimborso del premio residuo;
- passare all'acquirente del mezzo con applicazione della classe di merito maturata da quest'ultimo;
- essere trasferito ad un nuovo mezzo (acquistato dal venditore) con il mantenimento della classe di merito maturata, previo l'eventuale conguaglio del premio;

Classe di merito valida cinque anni:

Se il contratto non viene rinnovato o viene sospeso per mancato utilizzo del veicolo, o comunque in tutti i casi in cui il rischio cessa (quindi il veicolo non viene piu' utilizzato, per vendita, rottamazione, etc.etc.), l'ultimo attestato di rischio conseguito, e quindi la classe di merito maturata, conserva validità per cinque anni.
Si tratta di una assoluta novità che modifica tutte le disposizioni precedenti fissate sia dalla legge che dall'ISVAP. In pratica diventa possibile mantenere l'ultima classe di merito maturata in tutti quei casi in cui tra la vendita (o la rottamazione, la sospensione della polizza, il furto denunciato, etc.) e il riacquisto di un nuovo mezzo decorrano non più di cinque anni (calcolati rispetto alla chiusura ed apertura dei contratti). Fino all'entrata in vigore di questa novità (3 Aprile 07) la classe di merito si poteva mantenere per un anno, diciotto mesi in alcuni particolari casi, quindi la modifica e' sostanziale.

Mantenimento della classe di merito sul secondo veicolo:
In caso di stipula di un nuovo contratto relativo ad un ulteriore veicolo dello stesso tipo di quello gia' assicurato le compagnie non possono assegnare una classe di merito più sfavorevole rispetto a quella risultante dall'ultimo attestato di rischio conseguito per il veicolo già assicurato. Questo diritto sussiste solo se i due veicoli sono di proprietà della persona fisica titolare della polizza assicurativa già esistente o di un componente, stabilmente convivente, del suo nucleo familiare. La norma si applica solo in caso di stipula di un nuovo contratto, con esclusione quindi dei casi di rinnovo. Per nuovo contratto si intende quello stipulato con la stessa compagnia del primo veicolo o con un'altra, per un veicolo acquistato (nuovo o usato) dal soggetto interessato dopo l'entrata in vigore della norma, in relazione al quale non esiste una storia assicurativa pregressa. Fino all'entrata in vigore di questa novità (3 Aprile 07) questa era una facoltà che ogni compagnia concedeva solo per propria scelta, ma adesso e' legge e tutti i contratti, nuovi e vecchi, devono prevederla.

Variazione della classe di merito in seguito a incidente:

Al verificarsi di un sinistro le imprese di assicurazione non possono applicare variazioni di classe di merito senza aver prima accertato l'effettiva responsabilità del contraente, quando esso sia stato individuato come responsabile principale secondo la liquidazione effettuata alla controparte. Rimane salva, ovviamente, la possibilità di determinare nuove responsabilità tramite causa. Se non e' possibile accertare la responsabilità principale, o nei casi di liquidazione parziale (e quindi a titolo provvisorio) la stessa viene divisa "pro-quota" tra i conducenti coinvolti, ai fini della eventuale variazione di classe a seguito di più sinistri. In ogni caso le variazioni peggiorative apportate alla classe di merito vanno comunicate tempestivamente.

In questi ultimi tre punti sono novità introdotte dal decreto Bersani Bis (legge 40/2007) in vigore dal 3 Aprile 2007. A tale data tutti i contratti, anche quelli stipulati precedentemente, devono risultare adeguati. Le clausole difformi sono nulle, pur non comportando la nullità del contratto che le contiene.

 

 

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