Riciclaggio d'auto

Le indagini hanno preso il via a settembre 2007 e una delle figure centrali e’ quella di Gugliemo Faneli, che vive a Silvi Marina (Teramo). Gli investigatori hanno preso spunto proprio da lui e sono arrivati a ricostruire i rami di attivita’ che lo vedevano impegnato, insieme ad altri.
Tutto e’ cominciato, cioe’, dall’utilizzo da parte di Faneli di carte di credito ricaricabili su cui confluivano somme di denaro proveninenti dal fenomeno del “phishing”. Poi si sono scoperti i suoi contatti con criminali che si occupavano contraffazione di documenti, sigilli e segni distintivi dello Stato, ricettazione, riciclaggio di veicoli di origine delittuosa con falsa documentazione estera. E’ stato scoperto cosi’ che il gruppo metteva in circolazione, vendendole, automobili rubate, alle quali venivano applicate o le targhe di auto incidentate e non riparabili oppure targhe nuove ottenute con documenti di circolazione rubati. In questo modo si creavano dei veri e propri cloni di automobili.
In alcuni casi questo meccanismo e’ stato applicato alle automobili prese a noleggio e mai restituite. Generalmente le macchine da riciclare arrivavano dal Casertano e venivano rivendute in Italia o spedite in Albania. I servizi assicurati ai clienti erano di vario genere: venivano rilasciati, cioe’, falsi tagliandi di revisione delle auto, falsi tagliandi di polizze assicurative, documenti falsi per ottenere fondi dalle finanziarie. Le perquisizioni hanno consentito di ritrovare il materiale cartaceo utilizzato per queste attivita’, i codici per le carte di credito, timbri falsi, 160 grammi di hashish e altro ancora.
Guida assicurazioni auto.

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sabato 24 maggio 2008
Inserito da: Cristiano, 17.17

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